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Casino al Castel Oblivion, avverto... è sull'Organizzaione XIII --> KH
view post Posted on 17/11/2007, 19:17Quote
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Oo°*L'affidamento*°oO


Cielo pulito, strade deserte, luci al neon ed una quiete innaturale. I palazzi si ergevano silenziosi sotto i fiochi raggi della luna, rischiarati solo dalle flebili luci gialle che provenivano dalle loro finestre, e dalle fredde luminarie che spandevano i loro colori intensi lungo le larghe strade buie. L’atmosfera era immobile; era come se quella città fosse morta da tempo, neppure soffiava un filo di vento, e la luna piena, maestosa nel cielo della notte, pareva essere l’unica testimone dell’esistenza di quei palazzi disabitati, delle buie strade deserte e di quelle luci artificiali che risaltavano come disegni di fuoco nell’ombra della notte.

Oltre quelle cupe costruzioni, risaltava nella notte solo una grande fortezza, che sorgeva cupamente a mezz’aria, dominando l’intera città. Svettava avvolta in una luce inquietante, con i pinnacoli che si innalzavano fin quasi a voler sfiorare il cielo nuvoloso; lucida e brillante, immersa in un gioco complesso di ombre e chiaroscuri, rifletteva i raggi plumbei della luna, tanto da sembrare risplendere di luce propria, avvolta da un sottile banco di nebbiolina opaca. Le pareti esterne erano lisce e lamate, e oltre lo spesso muro di cinta, si potevano intravedere le torri più alte, avvolte in intricati sistemi di scale che si attorcigliavano fra loro creando disegni sinuosi ed eleganti.

L’interno del castello era luminoso, di un bianco quasi abbagliante che dava l’idea di essere stato creato per assuefarsi alla luce soffusa del cielo che filtrava dalle finestre e dai soffitti di vetro che talvolta si aprivano su quegli ampi ambienti; la pittura e la pavimentazione marmorea spiccavano ancora di più sotto i raggi freddi delle luci azzurrognole che tappezzavano le pareti dei lunghi e vasti corridoi che si snodavano per l’edificio, formando un complicato labirinto di vicoli in cui era facile perdersi. L’intera fortezza era costruita in maniera irregolare, dove ogni stanza poteva condurre ad un luogo completamente diverso, o anche a corridoi senza fine lungo i quali delle croci stilizzate osservavano gli eventi accendendosi di un biancore metallico.

In una di quelle tante pareti pallide, si ergeva un enorme porta bianca, con inciso un numero nero: 1. Le ante erano socchiuse, e da dentro proveniva una fioca e opaca luce gialla; si sentiva anche un lieve brusio: dentro la grande stanza stanziavano cinque figure l’una accanto all’altra, in silenzio, avvolte da un lungo mantello nero che lambiva i loro piedi ad ogni piccolo movimento, e tintinnava ogniqualvolta il moto spostava i pendagli di metallo che stringevano il cappuccio e la catena intarsiata che ricadeva a mezza luna sul loro petto.

Davanti, un uomo di corporatura robusta parlava ai presenti: guardava il piccolo tavolo davanti a sè, ricoperto da miriadi di vecchie pergamene e da diversi libri dall'aria molto vecchia. Una lunga chioma di capelli gli ricadeva lungo la sua schiena e sul petto, brillando di un insolito grigio freddo, e delle ciocche gli incorniciavano il viso inespressivo color dell’ebano. Sollevò lo sguardo, silenzioso, poi concluse:

«Avete capito?» la voce profonda e piatta risuonò in un eco lungo tutta la stanza, mentre i suoi occhi aranciati risplendevano di una strana luce, sotto le fini sopracciglia bianche.

I cinque che gli stavano al seguito lo fissarono per qualche istante, dubbiosi, poi uno di loro si scosse e annuì aggrottando la fronte, smuovendo la lunga frangia di capelli azzurri che gli nascondeva in maniera disordinata l’occhio destro:

«Terrò io a bada questi qua.» mise le braccia conserte e diresse lo sguardo verso l’uomo che stava davanti a lui «Xemnas?» si limitò a chiamarlo per nome, in attesa che desse le direttive.

Gli altri quattro si guardarono, leggermente disorientati. Tre di loro erano giovani donne dalla corporatura minuta: le nuove arrivate. Il loro corpo, avvolto nell’attillata veste nera disegnava una sinuosa silhouette che risaltava sullo sfondo bianco. Una di loro scosse il capo, esternando il suo disappunto con un sospiro di stizza:

«Io non sono d'accordo.» disse, sistemandosi una ciocca dei propri capelli marrone e guardando verso i due uomini davanti a lei «Insomma... non mi sembra una buona cosa lasciare il controllo, anche se solo per pochi giorni, ad un branco di matti come questi.» disse indicando gli altri presenti.

«Capisco a me e a Zexion...» continuò ancora la donna, aggrottando le sopracciglia verso il giovane dai capelli azzurri «Ma loro proprio no.»

«Vexia,» la voce di Xemnas risuonò nuovamente, sovrastando ogni altro piccolo rumore «Non essere così astiosa.» parlò senza guardarla, ma le sue parole imposero un silenzio remissivo alla giovane inesperta, che si arrese a capo chino di fronte alle parole calme di Zexion, che si voltò a lei e disse:

«Stai buona Vexia, ci penseremo noi, se è il caso...» chiuse l’occhio azzurro, chinando il capo di lato «Xemnas si fida di noi.»

«Scusate ma, noi mica siamo così disastrosi!» una voce si fece largo subito dopo quella di Zexion, con tono leggermente canzonatorio. Vexia e gli altri si voltarono all’unisono, mentre su una della pareti bianche si spandeva velocemente una spessa ombra nera. Si ingrandiva a macchia d’olio, come se fosse viva, simile al lugubre scrosciare dell’acqua corvina che rifletteva in bagliori e screziature blu la luce del cielo. Avvolta da quello strano vortice d’oscurità, videro apparire un'altra figura con indosso la loro stessa veste, e che avanzando alcuni passi verso il piccolo gruppo, continuò:

«Noi non faremmo mai cose tipo... mmh...» si sporse in avanti, muovendo le braccia in ampi gesti «“Bruciare i tappeti!”, o... “Far saltare i tubi dell'acqua”...capite?» sospirò poggiandosi due dita sulla fronte nascosta dal cappuccio nero «Figurariamoci...»

«VIII…» lo richiamò Zexion con tono esasperato, interrompendolo «Per favore…!»

«Oh, ti prego non chiamarmi in quel modo…!» continuò l’uomo incappucciato, senza smettere di gesticolare, per poi poggiarsi un pollice sul petto con fare orgoglioso «Almeno un nome ce l’ho, sai?»

Zexion sospirò, stringendosi ancor più fra le sue braccia conserte. Quell’uomo lo faceva spazientire, ma come sempre doveva cercare in qualche modo di trattenersi. Se ne usciva sempre con quelle battute teatrali e fin troppo ironiche, dopo essere apparso nella maniera più improvvisa e plateale possibile. Con quei suoi modi gli ricordava il numero II, e per questo cercava sempre di ignorarlo…quel tipo era difficile da sopportare anche per uno dall’indole calma come la sua. Vexia guardava il nuovo arrivato con interesse, squadrandolo da capo a piedi con un sopracciglio inarcato, mentre uno dei loro compagni, una ragazza piuttosto minuta e dai lunghissimi capelli corvini, espresse anch'ella il suo disappunto:

«Io non posso negare il fatto che ho combinato parecchi guai ultimamente...» disse portandosi una mano alla nuca e spostandosi delicatamente i capelli da un lato «Ma posso garantire che cercherò di fare attenzione!» guardò Zexion con i suoi profondi occhi gialli, uguali a quelli del fratello, cercando un pò di appoggio, mentre la sua compagna se n’era completamente disinteressata e non smetteva di spostare gli occhi bicolore, uno verde smeraldo e uno rosso sangue, da una parte all’altra della stanza.

«Certo Xyo... dopotutto sei sorella di Saix...» disse Zexion, assecondandola.

L’incappucciato fece un gesto ampio con le braccia, mentre sul viso oscurato gli appariva un leggero sorriso:

«A proposito... di che parlavate?» poggiò un gomito su di una mano, mentre con l’altra muoveva le dita coordinandole alle parole «Mi pareva un allegro corteo, eh? Qualcosa di divertente?»

«…cosa ti porta ad onorarci con la tua presenza…?» di nuovo Xemnas, con quel suo tono che imponeva rispetto e non ammetteva repliche. A quel repentino richiamo, l’uomo incappucciato non poté fare altro che interrompersi e rispondere:

«Sai, “capo”, sarò anche un completo ignorante in materia “sentimenti umani”, ma so alla perfezione cosa voglia dire “annoiarsi”» il numero VIII si fermò un attimo, poggiando una mano sul fianco e portandosi il dito indice dell’altra all’altezza della tempia «N-O-I-A. Memorizzato?»

«Oh, per favore!» esclamò ad un tratto l’ultimo membro del piccolo gruppo, scuotendo i capelli di un biondo spettinato «La smetteresti di gesticolare? Ci prendi per imbecilli?»
«Roxas, non dargli corda, o non la smetterà mai.» lo ammonì Zexion, rimanendo immobile con lo sguardo distratto, rivolto verso nessun punto in particolare. Il piccolo si zittì stringendo i pugni, ma nello scorgere lo sguardo di Vexia, comprese che non era l’unico ad essersi spazientito.

«E cosa intendi fare per…» Xemnas rimase un attimo soprappensiero, prima di riprendere, voltando leggermente il capo verso il numero VIII e sollevando le sopracciglia «…come dire, placarti?»

Tutti si voltarono all’unisono verso l’uomo che continuava a nascondere il volto sotto quello spesso cappuccio nero, impazienti, mentre quello si stringeva nelle spalle con fare noncurante:
«Oh, non saprei…» si finse assorto per un attimo, prima di continuare, dirigendo a Xemnas un gesto veloce della testa e della mano «Ve ne andate subito e lasciate a noi il controllo del castello, mmh?»

Zexion sollevò gli occhi di botto, mentre la bocca gli si dischiudeva in un’espressione di gelido stupore:

«Come ti permetti di usare quel tono di voce con il capo?»

«Avanti, perché non dovrei?» ribatté quello, spostando il proprio peso da un piede all’altro «Tanto ci conosciamo da anni... abbiamo un buon feeling ormai! No, Xemmy?»

Zexion rimase spiazzato, cercando disperatamente le giuste parole per contrastarlo, ma tutto quel suo gesticolare gli confondeva le idee; si voltò verso Xemnas in cerca di appoggio, ma le parole che gli uscirono di bocca lo lasciarono letteralmente basito:

«Sisi... comunque andremo via a momenti... vai ora...»

«OkappaH, Xemmy.» senza farselo ripetere due volte, con un leggero sorriso malizioso che gli illuminava il viso adombrato, l’VIII salutò il gruppo con una rapida mossa della mano e venne nuovamente avviluppato da spirali di fumo nero che lo inghiottirono e poi si dissolsero, lasciando i sei a fissare il vuoto.

Dopo pochi istanti di quiete, Xemnas riprese a trafficare con le carte, come se nulla fosse successo e i suoi cinque compagni, seppure un po’ riluttanti, si voltarono verso di lui e tornarono a guardarlo.

«Xemnas, comunque…» interruppe Marxyl, la terza ragazza del gruppo. Era meno minuta di Xyo, e assomigliava tremendamente al proprio fratello, Marluxia: gli stessi capelli, seppur neri, avevano lo stesso taglio, mentre uno dei suoi occhi, di due colori diversi, aveva un squarcio. Si fissò i piedi che spostava l’uno di fianco all’altro, alternandosi «Puoi fidarti di noi, potete stare tranquilli.»; al suo fianco, Xyo annuì impercettibilmente, mentre continuava a guardare i due uomini davanti a sé con cipiglio piuttosto altezzoso.

«L’VIII non è poi così poco affidabile, in fin dei conti.» Zexion rispose senza guardarli, ignorando il movimento di Xyo che aveva scorto per un attimo con la coda dell’occhio «Neanche il IX... tra noi non è uno dei più abili in battaglia... quindi portarlo con voi in missione è inutile...» disse rivolto al numero 1; poi guardò il soffitto, lasciando che le braccia gli ricadessero lungo i fianchi «Puoi contare su di noi, Xemnas».

_ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _ . _

Spero che questo primo capitolo piaccia ^^
Credo che qualche uno lo abbia già visto dato che l'ho "preso" un pò da un altra fiction X°°°°

Ditemi che ne pensate.... pooi vi posterò il resto.... ^____________^

P.s. x crow... se non capisci non mi interessa! Studi un pò di KH... insomma...

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view post Posted on 18/11/2007, 14:50Quote
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non ho voglia di leggere tutto ò_ò

Resisti, e la
tua anima si ammalerà del desiderio delle cose proibite, di passione per ciò
che le sue stesse leggi hanno reso illegale. Si è detto che i
grandi avvenimenti dell'umanità si sviluppano nel cervello. Ed è anche nel cervello
che si verificano i grandi peccati dell'umanità.

 
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view post Posted on 20/11/2007, 15:48Quote
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6 una cacca... l'ho sempre detto U.U

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view post Posted on 2/3/2008, 21:37Quote
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Bravissima *-* *clap clap
Ho sempre detto che scrivi bene °ç°.

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view post Posted on 2/3/2008, 21:49Quote
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;___; qualcuno che mi apprezza ~<3 +abbrassH+

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4 replies since 17/11/2007, 19:17
 
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